Il nuovo regolamento del 1822

Ente Possessore: 
Biblioteca Reale Torino

1822, 16 ottobre

Regolamento generale del corpo dei Carabinieri Reali approvato da S.M. il 16 ottobre 1822, Torino, tipografia di Chirio e Mina, stampatori dell’Ispezione generale del Corpo dei Carabinieri Reali, 1822

Biblioteca Reale di Torino, coll. L 25.37

 

Il giuramento al re

Con questo solenne impegno morale il carabiniere assumeva un duplice vincolo, verso il Sovrano e verso Dio. Secondo l'ideologia della Restaurazione, l'unione di trono e altare era fondamentale per la conservazione dell'ordine sociale. Il giuramento veniva prestato infatti in chiesa in presenza del vescovo o di un ecclesiastico incaricato.

Il Regolamento del 1822 dedicava inoltre un intero capitolo ai doveri religiosi: senza i principi della morale cattolica non possono esservi onestà e valore e chi non professa la fede cristiana non può aspirare alla stima pubblica e del re.

La fedeltà e lo spirito di sacrificio erano esclusivamente rivolti al sovrano e all'ordine restaurato, in accordo con le finalità anti-eversive del nuovo corpo. Solo nel 1848 e dopo la concessione dello Statuto albertino la formula verrà modificata, rispecchiando il cambiamento sotto il nuovo regime costituzionale. La nuova formula recitava: "Io giuro di essere fedele a S.S. R M. ed ai suoi Reali predecessori, di osservare lealmente lo Statuto, le leggi dello Stato e di adempiere a tutti li doveri che sono inerenti alla mia qualità di militare col solo scopo del bene inseparabile del Re e della Patria".